Da Rio a COP22, oltre vent’anni di trattative per l’ambiente

Oggi, a Marrakesh, prende il via il COP22, la ventiduesima Conferenza delle Parti. Con l’importante Accordo di Parigi entrato in vigore proprio questo 4 novembre, Marrakesh sarà la sede in cui le Parti dovranno “iniziare i lavori” per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’Accordo.

Per molti, quest’ultimo è considerato un punto di svolta nella lotta ai cambiamenti climatici e nella diffusione globale di una cultura centrata sulle energie pulite.

Ma come si è arrivati all’Accordo di Parigi? La storia contemporanea delle energie rinnovabili è strettamente legata alla storia della cooperazione e della politica internazionale; gli ultimi venticinque anni sono stati densi di trattative internazionali e di decisioni importanti in tema di ambiente e di riscaldamento globale, decisioni che ci hanno portato qui oggi.

Tre momenti storici, in particolare, possono servire come traccia per riassumere brevemente il corso degli eventi e per capire meglio come si è giunti fin qui (e quali saranno le prospettive future).

Il Summit della Terra

3-14 Giugno 1992, Rio de Janeiro: es-rioper la prima volta nella storia, 172 governi di tutto il mondo si danno appuntamento per discutere di ambiente. E’ la prima conferenza mondiale dedicata all’ambiente. L’evento, senza precedenti, verrà ricordato come il Summit della Terra, o la Conferenza di Rio.

I temi fondamentali che vengono affrontati sono l’inquinamento dovuto ai modelli di produzione, le energie rinnovabili come fonte alternativa al fossile (si inizia a parlare di combustibili fossili come causa del riscaldamento globale), la preservazione dell’acqua potabile, i trasporti.

E durante questa conferenza epocale prende forma, tra le altre cose, quello che sarebbe diventata una delle convenzioni più importanti nella storia della cooperazione internazionale, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Detto anche Accordo di Rio, è il primo trattato mondiale sull’ambiente, il fondamento della futura cooperazione internazionale per la salvaguardia del Pianeta. L’obiettivo principale del trattato è evidente dal nome dello stesso: combattere il riscaldamento globale e tenere sotto controllo i cambiamenti climatici.

Aperto alle ratifiche dei vari stati quello stesso anno, entrò in vigore due anni dopo, nel 1994. Da lì in avanti, e parti della convenzione si sarebbero incontrate ogni anno per discutere, analizzare e ridefinire obiettivi e risultati della sfida climatica. Il primo incontro si svolse a Berlino, nel 1995. Fu quella la prima Conferenza delle Parti: la COP1. Ci sarebbero voluti altri due anni di negoziazione, e altri due Conferenze delle Parti, per giungere a un altro passo decisivo.

Il protocollo di Kyoto

 

protocollokyoto11 Dicembre 1997, Kyoto: le parti si incontrano per la terza volta. La COP3 si svolge in Giappone ed è destinato ad essere ricordato come una delle Conferenze delle Parti più importanti di sempre. Durante questo incontro viene infatti redatto un trattato che sarebbe diventato ancora più noto della Convenzione quadro stessa: il Protocollo di Kyoto.

Sono oltre 180 gli Stati che concordano e redigono il trattato, che prevede obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra, valide per tutti gli Stati membri. Il Protocollo prevedeva per tutti gli stati una riduzione del 5% delle proprie emissioni di gas serra entro il periodo 2008-2012.

L’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto avrebbe influito enormemente sulle politiche energetiche e ambientali dei singoli stati, nonché a livello internazionale. Anche per questo, la negoziazione per raggiungere l’accordo costò fatica e vide accesi dibattiti. Altrettanti sforzi costò l’entrata in vigore: per ottenere la ratifica richiesta di almeno 55 membri che coprissero almeno il 55% delle emissioni furono necessari 8 anni. Il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio del 2005.

L’Accordo di Parigi

 

cop21-logo30 Novembre-11 Dicembre 2015, Parigi: Sono passati 20 anni dalla prima Conferenza delle Parti a Berlino e dieci anni dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Questa volta gli Stati sono 196 e si ritrovano in Francia, per dare un senso e una voce a un ventennio di negoziati, trattative e mediazione. E un senso lo trovano: la COP21 prende la forma di un accordo importante e corale, una prosecuzione e una sorta di superamento del Protocollo di Kyoto (che per evitare di danneggiare economicamente i paesi in via di sviluppo come Cina e India, li aveva esclusi dagli obblighi, ma ora le cose sono cambiate). L’Accordo di Parigi stabilisce obiettivi di riduzione del riscaldamento globale in misura non superiore a 2° C rispetto ai livelli preindustriali e impegna gli Stati a “proseguire gli sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi”. Un obiettivo che richiederà negli anni a venire un cambio di paradigma e la transizione programmatica dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

Dopo la ratifica di oltre 90 stati, l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi è avvenuta dopo meno di un anno dall’accordo. I tempi rapidi con cui gli Stati hanno ratificato sono la conferma che oltre vent’anni di lavoro hanno portato veramente a una volontà condivisa in tema di cambiamenti climatici.

 

Divulgare la conoscenza delle risorse rinnovabili è uno dei nostri obiettivi fondamentali. Con questo articolo inauguriamo una rubrica di approfondimento sulle tematiche energetiche, sulla storia delle fonti rinnovabili, sui termini da conoscere per capire meglio l’attualità.