Le migliori animazioni e infografiche sul cambiamento climatico

Un’immagine (o una gif animata) spesso vale più di mille parole. Ecco le migliori infografiche sul riscaldamento globale presenti in rete.

Cambiamento climatico sì, cambiamento climatico no. Quando si parla di negazionismo sul cambiamento climatico la questione non riguarda tanto l’aumento delle temperature, quanto il suo effettivo impatto sull’ambiente e la sua presunta antropogenesi (del fatto, cioè, che l’aumento sia dovuto all’uomo). Anche se nove scienziati su dieci sono concordi sul fatto che il riscaldamento globale sia causato dalle emissioni di diossido di carbonio per causa umana, i negazionisti affermano – tra le altre cose – che si tratta di un evento ciclico e naturale, a cui il nostro pianeta fa fronte da sempre.

La ciclicità del clima terrestre, d’altro canto l’aumento di temperatura degli ultimi decenni è avvenuto in un tempo talmente ristretto e coincidente con la rivoluzione industriale – e ancor più evidentemente con l’avvento dei combustibili fossili negli ultimi trent’anni – che è difficile non vedere il nesso tra le due cose. Difficile, ma non impossibile: a conti fatti, basta chiudere gli occhi davanti all’evidenza.

Le seguenti animazioni e infografiche nascono proprio per questo: per mostrare, senza grandi giri di parole, quello che nove scienziati su dieci stanno cercando di dire al mondo intero: il cambiamento climatico esiste, è un problema reale nato a causa nostra ed è compito nostro risolverlo.

 

Le anomalie dal 1900

Antti Lipponen è un giovane ricercatore all’Istituto Meteorologico Finlandese. Utilizzando degli open data della Nasa, ha creato un grafico animato che sta spopolando sul web. Le barre rappresentano le anomalie rispetto alla temperatura media annuale di ciascun paese.

Con il passare degli anni, possiamo vedere le barre di ciascun paese salire e scendere (anzi, salire e basta). In questo modo, per esempio, possiamo concentrarci sull’andamento dell’Italia (la trovate a ore sette) o fare un passo indietro e osservare l’intero grafico per renderci conto di come la temperatura è cambiata a livello globale.

A colpo d’occhio è evidente come le temperature degli oltre 100 paesi presenti stiano salendo sempre di più. Non vogliamo rovinarvi il finale, ma l’effetto degli ultimi secondi (ovvero anni) è da film horror.

 

 

Temperature anomalies arranged by country 1900 - 2016.

 

Dal grafico è evidente come negli ultimi 30 anni il riscaldamento sia accelerato improvvisamente. Al punto che, dagli anni Novanta in poi, di quelle piccole barre azzurre presenti nei primi secondi di video, e che rappresentano le variazioni in negativo (gli anni “più freddi del solito”), non se ne vedono più.

Lipponen ha affermato che voleva trovare un modo “bello, chiaro e informativo” per comunicare alla gente il cambiamento climatico in corso. E direi che c’è riuscito.

Fonte: https://www.scientificamerican.com/article/a-century-of-global-warming-in-just-35-seconds/

Segui Antti Lipponen su Twitter: @Anttilip

 

La spirale climatica

Se in queste settimane il grafico di Lipponen sta avendo un grande successo sui social, la spirale climatica di Ed Hawkins, professore all’Università di Reading, ha avuto il suo momento d’oro nel 2016 e si può dire che abbia i qualche modo lanciato la moda dell’infografica sul climate change. A oggi, la spirale di Hawkins è uno dei grafici animati più noti e virali sui social, visualizzato da milioni di persone nel mondo. Questo nuovo modo di mostrare il riscaldamento globale è stato così apprezzato dal pubblico in rete che la spirale è stata trasmessa durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio di quell’anno, in un segmento dedicato al clima e all’ambiente.

Con dati raccolti dal 1850 ad oggi, su un quadrante diviso per i 12 mesi, Hawkins mostra l’aumento di temperatura sulla base delle medie globali.

 

Alla pagina originale trovate la spirale aggiornata mensilmente, insieme ad altre varianti della stessa:

 

 

Fonte: http://www.climate-lab-book.ac.uk/spirals/

Segui Ed Hawkins su Twitter: @ed_hawkins

 

Le “sette cose da sapere” del National Geographic

 

Ad aprile 2017 il magazine online di National Geographic pubblica un articolo intitolato “Sette cose da sapere sul cambiamento climatico”. Ciascuna delle sette voci è accompagnata da una grafica animata. Si tratta di un’idea veramente riuscita per comunicare con poche parole e immagini quanto gli scienziati stanno dicendo da anni.

L’articolo è in inglese, ma qui riportiamo brevemente le sette cose da sapere e lasciamo a voi andare a vedere le infografiche.

 

  1. Il mondo sta divendando sempre più caldo. Con la tecnica dei polka dots (quella dell’immagine di copertina) il riscaldamento globale anno per anno.
  2. E’ colpa nostra. L’infografica mostra la differenza di emissioni di diossido di carbonio (causa del riscaldamento) dalla metà dell’Ottocento ad oggi.
  3. Ne siamo certi. Nove scienziati su dieci sono concordi sul fatto che il cambiamento climatico sia dovuto alle emissioni causate dall’uomo.
  4. I ghiacci si stanno sciogliendo più rapidamente. Dagli anni ’80 ad oggi l’Artico si è ridotto di quasi 1 milione di miglia quadrate.
  5. Il meteo sta creando il caos. Negli ultimi trent’anni i disastri dovuti alle condizioni meteorologiche sono più che triplicati
  6. Le specie stanno scomparendo. Il 47% delle specie animali e vegetali è sparito dal proprio habitat naturale a causa dell’aumento delle temperature. Il passo successivo è l’estinzione.
  7. Possiamo fare qualcosa. Le energie rinnovabili triplicheranno entro il 2040. E sono l’arma migliore che abbiamo.