William e il vento: come l’eolico ha cambiato la vita di un ragazzo

3 marzo 2017

 

Il mondo, in fin dei conti, è fatto di storie. E alcune sono così semplici e allo stesso tempo significative che non raccontarle è quasi un peccato. Storie di persone qualunque che magari un giorno si svegliano e fanno qualcosa di inaspettato, di persone che riescono a cambiare le cose.
Sono queste le storie che ci piacciono, perché lasciano il segno e perché, nella loro semplicità, si possono raccontare e condividere.

Questa è proprio una di quelle storie semplici. Una storia che parla di un ragazzo qualunque, di fame, libri e mulini a vento.

Parte prima: la carestia peggiore di sempre

Tutto inizia nel 2001. William ha quattordici anni e vive in un piccolo villaggio del Malawi, uno dei paesi più poveri del mondo. La sua famiglia e l’intero villaggio vivono di agricoltura, per questo, quando quell’anno le piogge iniziano a scarseggiare, William e la famiglia si trovano ad affrontare uno degli incubi peggiori per chi vive in quelle zone: la carestia. Una delle peggiori di sempre.

La famiglia di William è numerosa (ha sei sorelle) e anche in tempi buoni vive ai limiti della povertà. Ora, devono sopravvivere con un solo pasto al giorno. Come se non bastasse, William è costretto ad abbandonare gli studi: quegli 80 dollari di retta scolastica ora servono in casa, per tirare avanti, altro che scuola.

Ma lui non può sopportare di vedere la famiglia e il villaggio ridotti alla fame. E non è certo il tipo da starsene con le mani in mano, né da smettere tutto d’un tratto di studiare. Così trova sollievo e speranza tra gli scaffali della biblioteca scolastica. Lì scopre una passione per l’elettronica e la fisica e inizia a studiare tutti i libri di testo che trova sull’argomento.

E’ curiosando tra gli scaffali che William trova il libro che gli cambierà la vita: il titolo è Usare l’Energia e in copertina spiccano delle pale eoliche. Gli basta leggere poche pagine per capire che quelle sue giornate da solo in biblioteca, in fin dei conti, non sono state tempo perso.

Perché in Malawi piove poco, la terra è arida e i campi secchi. Ma tira sempre tanto vento.

Parte seconda: eucalipto, biciclette e rottami

parti turbina eolica williamWilliam ha compiuto quindici anni e sua madre lo crede pazzo. Perché fuori, in cortile, su una torre di 10 metri costruita con legni di eucalipto, William ha costruito una turbina eolica con la ventola di un trattore, sorretta da un telaio di bicicletta e collegata a una vecchia dinamo. Ha trovato i materiali in discarica e ha costruito l’impianto con le sue mani, sotto lo sguardo incerto degli abitanti di tutto il villaggio.

Ma quando William fa scattare l’interruttore dell’impianto elettrico (sempre costruito da lui), la madre è la prima a ricredersi: suo figlio non è affatto pazzo. All’inizio la lampadina è una sola, ma la luce è più che sufficiente ad illuminare il volto stupefatto di tutta la famiglia. William ha portato la corrente elettrica in casa, in un paese, il Malawi, dove soltanto il 2% del territorio è rifornito di energia elettrica. E come se non bastasse, la sua è energia a costo zero. La sera, la famiglia la usa per illuminare la casa. Di giorno, quando la luce non serve, William non spreca il vento del Malawi, ma stocca l’energia in una batteria per auto.

Il progetto funziona, ma è migliorabile. E William, si è capito, è pieno di inventiva. Così, presto le lampadine accese diventano quattro, a cui si aggiungono due piccole radio. E altrettanto presto la fila di compaesani davanti a casa si fa lunga, tutti a chiedere un po’ di energia per caricare le proprie batterie per auto, o il proprio cellulare.

In men che non si dica, quel mulino a vento quasi improvvisato inizia a produrre energia anche per gli altri abitanti del villaggio.

 

Parte terza: “Ci ho provato, e ci sono riuscito.”

I giornalisti vanno pazzi per quel ragazzino che ha portato l’energia e la speranza nel proprio villaggio. La storia finisce sul Daily Times di Blantyre, la capitale commerciale del Malawi. Da lì, la voce inizia a girare e a soli 19 anni William è invitato sul palco di TED. Il suo inglese è impacciato, la sua timidezza fa sorridere. “Sono andato in biblioteca” racconta, “ho letto un libro su come si fanno i mulini a vento. Ci ho provato, e ci sono riuscito.”

La comunità di TED è entusiasta e alcuni investitori decidono di finanziare i progetti di William: creare altri mulini a vento, portare elettricità e acqua potabile al villaggio. E soprattutto, tornare a studiare. Perché in quegli anni, William non si è ancora potuto permettere di riprendere la scuola.

Due anni dopo, William torna sul palco di TED per raccontare meglio la sua storia, in un intervento toccante.

Nel frattempo, a storia di William inizia a fare il giro del mondo. Esce un’autobiografia (Il ragazzo che catturò il vento), vengono fatti documentari (premiati) sulla sua vita e l’immagine del suo mulino diventa in un certo senso un’icona. Nel 2013, il Times inserisce William tra i 30 giovani under-30 che stanno cambiando il mondo.

Conclusione: una storia da raccontare

Oggi William ha 29 anni, si è laureato in America e continua a lavorare a progetti internazionali di sviluppo rurale e sostenibile. Potete trovarlo in giro per i villaggi africani a divulgare tra i giovani i propri schemi per la creazione di generatori eolici “sostenibili”. Perché William crede nella conoscenza open-source e crede che la soluzione stia nelle piccole iniziative locali, non soltanto nei grandi aiuti o nelle rivoluzioni tecnologiche. Anche per questo, il suo progetto per la turbina originale è diffuso in internet. (Su YouTube, tra le tante interviste, trovate anche un breve video rendering della turbina in funzione).

Ci sono storie che lasciano il segno. Quella di William crediamo sia una di queste. Una di quelle storie da raccontare ai propri figli, per insegnare loro che tutto ciò che abbiamo – soprattutto l’energia – non va dato per scontato e che i sogni vanno sempre inseguiti, anche quando ci sembra di non avere nessuna possibilità, anche quando ci danno dei pazzi. Perché come dice William, “Credi in te stesso, abbi fiducia, qualsiasi cosa accada non ti rassegnare.”